Su lunghe distanze, in stile londinese

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Gli atleti PUMA salgono sul gradino più alto del podio olimpico in 16 occasioni

Gli atleti PUMA arrivano fino in fondo. Sia nei 100 m che nei 42,195 km. Anche ai Giochi di Londra di quest'anno, non hanno perso l'abitudine di battere record, placando i critici e trasformando 4 anni di allenamento in oro zecchino.

Sono passati 5 giorni da quando lo sparo d'inizio ha dato il via all'ultima gara e, onestamente, non riusciamo a credere che sia già tutto finito. È volato in un lampo. Prima, le velociste giamaicane Shelly-Ann Fraser-Pryce e Veronica Campbell-Brown hanno conquistato i primi 3 posti nella finale femminile dei 100 m. Poi, l'uomo più veloce del mondo, la leggenda Usain Bolt, è sfrecciato oltre il traguardo nella finale maschile dei 100 m segnando un nuovo record olimpico di 9,63''. Quindi la squadra PUMA, o per meglio dire la squadra giamaicana, si è aggiudicata le medaglie dei 200 m maschili e ha fatto il giro d'onore per festeggiare la triplice vittoria. Prima che ce ne rendessimo conto, il sole era calato sul giorno della finale per il campione di atletica leggera ugandese Stephen Kiprotich che, avvolto nella bandiera del suo paese (e con la canottiera PUMA), aveva tagliato il traguardo della maratona maschile.

Tutto sommato, quella di Londra è stata un'esperienza fantastica. PUMA Cat è salito sul podio dell'atletica leggera per ben 16 volte (7 oro, 5 argento e 4 bronzo). E Usain Bolt ha dimostrato al mondo che non deve essere sottovalutato. Lo stesso fulmine, in realtà, può colpire due volte. Nel suo caso, 3 volte.

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