Wow

  • Ken Read Skipper
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Wow. L'unica parola che viene in mente.

Gli ultimi giorni sono stati talmente stressanti che ho completamente dimenticato di farvi il mio riepilogo. Vi chiedo scusa, ma cercate di capire... CAMPER ci è stata incessantemente col fiato sul collo fino alla fine - sono proprio dei rompiscatole!!!!! E cercate di capire anche che lo dico come un complimento, con il massimo rispetto per il modo in cui hanno navigato in questa tappa.

Ci sono tappe che sono estenuanti fisicamente. Questa non è stata una di quelle tappe. Ma sicuramente compensa nella categoria di quelle estenuanti mentalmente. In questa tappa Tom Addis era veramente al top. Penso che, tappa dopo tappa, io e lui stiamo lavorando meglio insieme. Lo dimostra il fatto che ci posizioniamo in maniera più sicura sul tracciato e sicuramente c'è fiducia nel fatto che il team e la barca possano arrivare a vincere un tipo di gara così difficile.

Posso cercare di far capire meglio cosa voglio dire solo con un'analogia con il football americano. Ci sono squadre che giocano partite come fosse una sparatoria, cercando di mettere a segno milioni di punti per vincere, lanciando la palla di qua e di là sul campo. Una strategia piuttosto rischiosa, che quando funziona ti fa sembrare bravo. Altre squadre non hanno problemi a giocare sulla difensiva: sono sempre vicine, ma pensi di avere le carte per vincere, le partite del tipo "copri bene le tue carte". L'ultima tappa l'abbiamo giocata sicuramente in quest'ultima maniera. Sulla difensiva quando abbiamo potuto, fidandoci della barca e dei ragazzi per vincere quando eravamo serrati.

Qual è lo svantaggio di questa tattica? Beh, rimanendo sempre serrati, i nostri amici, familiari e tifosi sono stati ovviamente molto in ansia. Alcune delle e-mail che ricevo dopo le tappe sono incredibili. Una diceva: "Vi prego, non continuare a gareggiare in questo modo perché a mia madre che ha 77 anni è quasi venuto un infarto... e, a proposito, lei è una grande fan di PUMA". Un'altra proclamava elegantemente: "&#%!@ miseria… gran bel lavoro. Sono rimasto &^#$%£?-mente senza parole". Era di un amico a cui le parole non mancano mai. Qualche amico sostiene di pregare quotidianamente a divinità del vento come Pele, altri dicono che li abbiamo costretti semplicemente a diventare religiosi in generale. Infine, un tema comune sembra essere anche il fatto che lo stress e la tensione che abbiamo causato ai nostri amici ne abbiano spinti molti a darsi all'alcool.

Che bella influenza abbiamo, eh?

Ora stiamo un po' a casa. Di ritorno negli Stati Uniti. È molto significativo arrivare primi al traguardo nella propria patria. Un piccolo volo di rientro per qualche giorno, per vedere mia figlia giocare a tennis e fare il papà, il marito e l'amico del mio peloso golden retriever. E poi di nuovo all'opera la settimana prossima, pieni di energia e concentrati sulla speranza di cavalcare l'onda del momento e avvicinarci sempre di più alla vittoria.

La fiducia in sé è una gran cosa quando ce l'hai, ma sappiamo tutti che può essere effimera. Vai a capire come tenerla ferma. E continuare a mantenere i nostri fan sull'orlo della sedia.

Perdonateci, ma questo è l'unico modo che conosciamo.

- Kenny

Ken Read

Lo skipper

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