PUMA Social x Keflione

  • Scritto il:
News%20copy%20kef

Per la campagna PUMA Social Playmates della stagione autunno-inverno 2012, il marchio di sportlifestyle PUMA ha commissionato all'artista di strada e illustratore francese Keflione la creazione di un'opera d'arte in grado di catturare al meglio l'idea di gioco urbano e la trasformazione delle città in campi da gioco urbani. L'illustrazione con l'emblema dell'artista appare nella Play Guide ufficiale PUMA Social e sarà disponibile in numero limitato a Singapore, a Taiwan, in Malaysia e a Hong Kong.

Recentemente abbiamo incontrato l'artista nel suo studio di Shanghai. Vieni a conoscere Keflione.

PUMA: Ciao! Potresti presentarti e dirci cosa fai?

Keflouis: Mi chiamo Keflione, conosciuto anche come Keflouis, artista di strada e illustratore francese. Sono cresciuto
in Francia, ho studiato nel Regno Unito, ho viaggiato in Asia, ho vissuto nel Brunei e adesso vivo a Shanghai,
in Cina, e mi piace un sacco. Ho scoperto la street art tramite il mondo dello skateboard, per cui le strade diventano una
tela aperta, pronta ad accogliere qualsiasi tipo di creatività. Dal 2001 dipingo sui muri, in
diversi Paesi (Regno Unito, Francia, Germania, Cina, Belgio, India, Borneo). Dalle piccole opere ai
muri ENORMI, per non parlare degli adesivi e dei poster. Subito dopo aver conseguito un master alla St. Martins,
a Londra, ho deciso di viaggiare, per vedere cose nuove e diffondere le mie opere. È praticamente quello che
faccio adesso. Col tempo, il mio stile si è evoluto, mi sono creato il mio mondo immaginario personale.

P: Che materiali utilizzi?
K: Colla liquida, colla spray e vernice spray. Uso la creatività e i poster e a volte mescolo anche
diversi mezzi di espressione.

P: Descriverci i tuoi meccanismi mentali quando sei intento a realizzare un'opera o un progetto. Da dove inizi? Parti dal tuo studio per poi andare in strada o viceversa? Cosa ti ispira?

K: Traggo ispirazione dalla strada, ovviamente, dalla vita di tutti i giorni, dai piccoli dettagli, da storie o
scene. In un secondo momento, questi elementi possono essere trasformati in opere d'arte. Mi racconto delle storie e
le illustro anche. Per mantenere il controllo, pianifico tutto prima nel mio studio, al
computer, per essere sicuro di poter eseguire il tutto in strada in maniera perfetta. Mi piace il contrasto di questa inaspettata
precisione con la confusione della strada.

P: Abbiamo notato che il tuo lavoro consiste in una combinazione di tipografia e illustrazioni. Quali delle due è venuta prima? Cosa ti piace fare di più?

K: Mi piacciono entrambe in realtà. E ho bisogno sia dell'una che dell'altra. Se dovessi dire quale aspetto viene prima, dipende. Solitamente visualizzo le parole nella mia mente, il ché dà una direzione all'illustrazione. Quindi mi lascio trasportare dal flusso.


P: C'è un motivo per cui le tue opere sono realizzate per la maggior parte in bianco e nero?

K: Sì, il nero e il bianco mi piacciono davvero perché c'è un forte contrasto tra questi due colori; sono di massimo impatto. Inoltre le mie forme, le illustrazioni e le lettere non possono essere deboli o essere nascosti dai colori.

P: Cosa pensi del mondo dei graffiti qui in Asia? In cosa si differenzia dall'Europa e dal Medio Oriente, dove hai trascorso così tanto tempo?

K: In realtà non sono sicuro che i graffiti si adattino alla cultura asiatica. Questo movimento individuale è nato negli Stati Uniti negli anni '70, è arrivato in Europa negli anni '80 e negli anni '90 è approdato in Asia. In India e in Cina, ad esempio, la gente non pensa in questo modo in genere. Dal punto di vista dello stile, oggi con internet la scena internazionale è piuttosto omogenea, secondo me. Mi aspettavo una maggiore influenza delle culture, degli alfabeti o dei caratteri locali.

P: La maggior parte delle tue opere riflette la città in cui ti trovi in quel dato momento. Come a Shanghai, dove ultimamente hai realizzato delle opere che omaggiavano la città. Era questo ciò volevi ottenere?

K: Shanghai è come una bellissima ragazza viziata e superficiale, ma mi piace tantissimo. L'architettura e l'atmosfera della città sono un'inestinguibile fonte d'ispirazione. Ogni città ha la sua personalità.

P: Per molto tempo abbiamo visto graffitari come Mike Giant e 123 Klan fare incursioni nella cultura pop dominante. Cosa ne pensi?

K: Credo sia una buona cosa avere delle belle opere nella cultura pop. Favorisce il processo di evoluzione delle cose.

P: Cosa ti viene in mente quando senti la parola "GIOCO"? Come la scriveresti o disegneresti
su un muro vuoto?

K: Penso che dipingere sia giocare. Specialmente su un muro, ognuno di essi ha una consistenza diversa e si trova in un posto diverso. Ci sono sempre belle storie da raccontare dopo aver fatto un dipinto all'aperto.

Per me, giocare è una maniera di trovare qualcosa di creativo e originale. Provare, non riuscirci, provare ancora, fare qualcosa di stupido e ancora riprovare. Di solito da questo processo ludico saltano fuori delle cose buone e inaspettate. Mi racconto delle storie, poi creo l'immagine per renderla visibile agli altri.

Credo che tutte le mie illustrazioni abbiano inizio con questo processo: giocare col concetto, le parole, le forme, gli effetti ottici, fino al risultato finale. Finché non sono soddisfatto e il risultato non corrisponde a ciò che avevo in mente, continuo a giocarci.

P: Tu sei, dopotutto, un ragazzo di città. Cosa metti nella tua borsa? Qual è la tenuta
essenziale che ti permette di attraversare la città?

K: Di solito non ho una borsa. Quando ce l'ho, è per metterci la mia macchina fotografica. Inoltre, è sempre bene avere
un buon paio di scarpe.

P: Come giochi nella città in cui ti trovi?

K: Mi piace esplorare i luoghi abbandonati, per cercare di capire cosa è successo, chi ci viveva. Ci sono sempre molti elementi e dettagli da osservare e fotografare. Ciò che mi piace veramente è trovare tetti o luoghi dove nessuno va di solito. Un'attività rilassante ed emozionante allo stesso tempo.

P: Esci con gli amici? Vai a divertirti in città? Che tipo di compagno di giochi
sei?

K: La maggior parte dei miei amici è legata alla città, in quanto skateboarder, graffiti writer, fotografi di architettura o ciclisti acrobatici. Credo di essere una persona curiosa e un buon osservatore.

P: Hai notato qualche tendenza emergente tra i più giovani riguardo al loro modo di giocare in città?

K: Mi piace l'idea del planking: è stupido, divertente, creativo. Possono farlo tutti, basta avere una buona idea. In un certo senso potrebbe essere descritto come uno spettacolo di strada.


P: Come giocano i ragazzini in Asia nelle loro città rispetto ai loro coetanei europei?

K: Oggi in realtà le tendenze sono globali e internazionali, il che è un bene, ma allo stesso tempo vorrei consigliare a tutti i ragazzi di ricordarsi sempre della loro cultura, per trasformarla in nuovi movimenti locali.
 

Social