La catena alimentare del calcio africano

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"Vieni in Portogallo", dice un uomo robusto, "e ti offrirò il meglio di tutto". Seduto al bar del lussuoso hotel di Luanda dove risiede la squadra del Ghana, l'infortunato Michael Essien guarda in su, ascolta e sorride cordialmente. Completi sconosciuti gli fanno offerte del genere centinaia di volte al giorno. Dopotutto, è questo quello che comporta essere un famosissimo calciatore: notorietà, fortuna, tutto gratis. E ora in Angola inseguono tutti la vita agiata.

Sul tetto dell'hotel, i compagni di squadra di Essien si stanno facendo tagliare i capelli. Quando il barbiere finisce il suo lavoro, loro si guardano allo specchio e pensano a come appariranno in televisione quando segneranno il goal della vittoria nell'ormai prossima semifinale. Un trasferimento lucrativo in un club europeo e poi, come Mike, tutto il mondo intonerà il loro nome.

In un ristorante della nota Miami Beach di Luanda, PUMA Football incontra due giovani giocatori talentuosi che stanno appena sotto le "Stelle Nere" nella catena alimentare del calcio. I due ragazzi sono arrivati sei mesi fa dall'Inghilterra per giocare a livello professionistico in Angola. Erano stati notati da un agente mentre erano in prova al Manchester United.

Junior, nato in Brasile, il sosia 20enne di Cristiano Ronaldo, ammette di sentire la mancanza di famiglia e amici, ma dice che questa opportunità era troppo grande per poterla rifiutare. Il suo compagno Igor, con un forte accento dello Yorkshire, concorda con lui e afferma che giocare qui in Africa offre un'esperienza impensabile da raggiungere altrove. La loro idea è quella di passare un paio di stagioni qui e poi assicurarsi un ritorno in Europa. Nessuno dei due ha rinunciato al sogno di giocare al Manchester United.

Un paio di miglia più in là, su un vecchio campo in terra battuta un gruppo di bambini corre dietro a una palla. Alcuni indossano scarpe spaiate, altri giocano con solo le calze o a piedi nudi. Senza preoccuparsene, tirano fortissimo, si contrastano o saltano in aria tentando una rovesciata, per poi atterrare nella polvere. Sognano di diventare delle star internazionali, finché la palla non finisce sotto la ruota di un lento SUV e, inevitabilmente, scoppia. Una semplice metafora per i sogni di così tanti calciatori; ma, mentre la Coppa d'Africa raggiunge la fase decisiva, dall'oggi al domani uno o due giovani giocatori potrebbero diventare delle superstar.

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