La fine prematura della magica avventura del Gabon in Coppa delle Nazioni Africane

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La nazionale ospitante ha fatto delle belle giocate, ma è uscita dal torneo nella partita contro il Mali. Ecco cosa è successo...

Non è andata come aveva previsto Didier Ovono. Dal momento in cui è stato annunciato che il Gabon sarebbe stato uno dei Paesi ospitanti della Coppa delle Nazioni Africane 2012, il portiere - come tanti suoi connazionali - aveva cominciato a sognare di sollevare il trofeo in uno scenario di delirio allo Stade de l'Amitie.

Secondo le premonizioni di Ovono, la finale sarebbe stata contro il Mali di Alain Giresse. Prima dell'inizio del torneo il portiere del Les Mans ci aveva detto che gli sarebbe piaciuto che la sua strada si fosse incrociata con quella di Giresse, il suo mentore, l'uomo che nell'intervista di febbraio 12 aveva descritto come il suo padre spirituale.

Il problema è che l'ex-centrocampista della Francia, che aveva allenato il Gabon per quattro anni prima di passare al Mali, non aveva letto le dichiarazioni di Ovono. 

Il Mali si è classificato solo secondo nel suo girone e quindi domenica, nei quarti di finale, si è scontrato con il Gabon, vincitore del gruppo C. La maggior parte degli esperti pronosticava che il Gabon sarebbe arrivato alla sua prima semifinale in assoluto e, per circa 75 minuti, è sembrato di gran lunga superiore ad un Mali chiuso in difesa e disarticolato. Eric Mouloungui ha portato in vantaggio il Gabon e sia Pierre-Emerick Aubameyang che Daniel Cousin hanno preso il palo. 

Vedendo i tifosi del Gabon ballare felicemente sugli spalti era difficile non lasciarsi convincere da questo senso di imbattibilità che si era radicato nella squadra di Gernot Rohr nelle scorse due settimane. Le Pantere avrebbero sicuramente vinto la loro quarta partita di fila e il pensiero era già rivolto all'appetitoso scontro di mercoledì con la Costa d'Avorio. Era finalmente giunto il momento del Gabon. O almeno così sembrava. 

Il calcio ha l'abitudine di infrangere i sogni e avrebbe riportato il Gabon sulla terra con un tonfo.
Con Giresse, proprio lui, uno dei figli prediletti del Gabon, a reggere le fila della panchina, il Mali alla fine ha iniziato a rappresentare una minaccia. L'aria a Libreville si è fatta tesa. Per ben due volte Modibo Maiga è riuscito a liberarsi e a tirare e in entrambe le occasioni Ovono, che fino ad allora aveva solo assistito alla partita, ha parato con precisione. 

Ovono, indossando con orgoglio la fascia da capitano, ha assunto un'immagine sicura di sé. Comunque, al 84° minuto, è giunto il momento che il Gabon temeva. La sostituzione del Mali, Cheikh Diabate, ha mirato e tirato da breve distanza, Ovono si è tuffato in pieno sulla palla, ma non ha potuto evitare che finisse in rete. 

L'atmosfera carnevalesca si è tramutata in una di paura e incertezza. Il Gabon era smarrito. Il Mali ha resistito fino ai rigori. Aubameyang, probabilmente il miglior giocatore del girone, ha sbagliato il suo. Ovono si è tuffato ad ogni tiro dal dischetto e ogni volta ci è andato vicino. Ma erano semplicemente calciati troppo bene, tutti e cinque. 

La magica avventura del Gabon è giunta ad una fine prematura e improbabile. Era difficile da credere. La miglior squadra per qualche motivo aveva perso. Ci ha ricordato bruscamente che in questo gioco niente si può dare per scontato. Per Ovono è stato un modo terribilmente crudele di spezzare il più grande sogno di un calciatore.
 

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